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lunedì, 23 novembre 2009

Martedì l'assemblea generale del Bie per verificare il lavoro fatto

Per l'Expo un comitato scientifico

 

Selezionerà progetti. Venti luminari, sotto la guida di Schmid. Stanca: ritardi? «Bassa speculazione politica»

 

MILANO - Alla vigilia dell'assemblea generale del Bureau international des expositions, l'ad di Expo 2015 Lucio Stanca e il commissario straordinario Letizia Moratti, hanno presentato i 20 luminari del comitato scientifico chiamati a valutare e approvare tutti i contenuti culturali dell'evento. «Questo è un altro passo avanti nella costruzione di Expo 2015», ha affermato Stanca, che domani a Parigi -«non un esame, ma una verifica del lavoro fatto», ha precisato l'amministratore delegato - illustrerà a tutti i Paesi membri del Bie lo stato di avanzamento dei lavori dell'esposizione milanese. «Expo vuole essere innanzitutto - ha sottolineato Stanca - un evento culturale di divulgazione scientifica sulle sfide alimentari di questo secolo». Il comitato, voluto da Letizia Moratti già durante la fase di candidatura, è guidato da Roberto Schmid, ex rettore all'università di Pavia, e da Gian Tommaso Scarascia Mugnozza, presidente dell'Accademia delle scienze; e avrà il compito di dare una validazione scientifica a tutti i progetti di cooperazione internazionale e di offrire la propria consulenza su tutte le attività collegate ai temi cardine dell'evento - la sicurezza alimentare e la sostenibilità ambientale - oltre a valutare le iniziativi meritevoli del patrocinio e a dare l'avvallo delle attività editoriali che l'Expo intende promuovere .

UN FORUM - Ogni anno il comitato organizzerà un forum per illustrare l'avanzamento della scienza e della tecnologia nei campi della lotta alla fame, di cui è già stato dato un primo assaggio con la lectio magistralis a Milano di Philip T. James, professore della London School of Hygiene and tropical medicine, dedicata alle sfide della catena alimentare per una vita più sana e migliore. «Per la prima volta nella storia più che secolare di Expo - ha affermato Letizia Moratti - già in fase di candidatura si è costituito il comitato scientifico internazionale allo scopo di mettere in luce più chiaramente come la scienza e la tecnologia contribuiscano a migliorare la qualità della vita». La nascita del comitato, che lavorerà per onorari molto modesti (5 mila euro l'anno per i membri italiani, 2 mila per quelli stranieri) ha già ottenuto il plauso del segretario generale del Bie, Vicente Gonzales Loscertales.

UN GOL PER L'ITALIA - «Il comitato scientifico - ha spiegato il presidente, Roberto Schmid - si rapporterà non solo con il mondo della ricerca e dell'accademia, ma anche con il mondo delle imprese». Fra le iniziative, ci sarà anche quello di organizzare una serie di conferenze ogni anno sui temi dell'Expo che serviranno a preparare l'evento del 2015. «La prima di queste iniziative - ha proseguito Schmid - si terrà la prossima primavera e sarà dedicata alla sicurezza alimentare nel rispetto dell'agro-biodiversità». «Sarà un indicatore molto importante che potrà far diventare Milano e l'Italia la città e il Paese di riferimento e quello sarà un vero e proprio gol a nostro favore», ha commentato il presidente di Expo 2015, Diana Bracco, salutando la costituzione del Comitato.

IL COMITATO - I 17 accademici (8 stranieri e 9 italiani) a cui si aggiungono presidente e vicepresidente e il segretario generale Adriano Gasperi, e fra i quali compare il superconsulente Roland Berger, sono stati scelti per rappresentare tutte le aree del pianeta e tutti i campi del sapere collegati alla mission di Expo 2015. Fra loro Zohra Ben Lakhdar, Tunisia (fisica dell'ambiente); Roland Berger, Germania (scenari evolutivi); Monty Jones, Benin (agro-alimentazione); Hideaki Karaki, Giappone (sicurezza alimentare); Per Pinstrup Anderson, Danimarca-Usa (vision 2020); Zheng Shiling, Cina (pianificazione urbana); Joachin Von Braun, Germania (tecnologia agroalimentare); Robert Watson, Gran Bretagna (cambiamenti climatici e tematiche ambientali); Antonio Ballarin Denti, (ambiente); Gian Michele Calvi, (sicurezza dei territori); Michele Carruba, (nutrizione e salute); Massimo Montanari, (storia e cultura dell'alimentazione); Enrico Porceddu, (biodiversità); Ana Saez, (gestione risorse naturali) Francesco Salamini, (biotecnologie); Claudia Sorlini, (formazione e ricerca); Giorgio Vittadini, (imprese sociali).

DOPPIO RUOLO - Sul doppio incarico di parlamentare e manager di Expo 2015, «rispondo agli elettori del Pdl e al gruppo del Pdl, non certo a Repubblica». Con queste parole l'amministratore delegato di Expo 2015 spa Lucio Stanca ha risposto a un cronista del quotidiano la Repubblica che gli ha chiesto conto, a margine della presentazione del comitato scientifico di Expo, delle sue assenze in Parlamento dopo la sua nomina ad amministratore della società che organizzerà l'evento internazionale di Milano.

COME UN CRONOMETRO - Neanche il governatore lombardo Roberto Formigoni vuol sentire parlare di ritardi: «Il Tavolo Lombardia per le infrastrutture, la cui prossima convocazione è in agenda per lunedì 30 novembre, sta procedendo come un cronometro», ha affermato rispondendo a una domanda sull'Expo 2015 durante una manifestazione in Fiera. Per l'Expo, ha ribadito Formigoni, «la parte più complicata è quella legata alla programmazione dell'evento: l'Italia ha un'attrattività straordinaria e dobbiamo rispondere a questa attesa, creando qualcosa che internet non può offrire». Per fare questo, ha proseguito il governatore, «continueremo a chiedere anche la partecipazione dei cittadini».


23 novembre 2009

(Fonte: Il Corriere della Sera)

postato da: bruno2008 alle ore 18:37 | link | commenti categorie: italia, news, milano, eventi, universale, expo, expo2015, 2015
mercoledì, 18 novembre 2009

GIORNATA FINALE DEL SUMMIT

Vertice Fao, chiusura con delusione
«Grave assenza dei leader»

Il bilancio del direttore Diouf: senza di loro discussione solo a livello tecnico, ma io ho fatto il mio mestiere

ROMA - «Avrei auspicato che tutti i Paesi presenti al Vertice fossero rappresentati dai loro leader», la loro assenza ha ridotto la discussione «al solo livello tecnico». Sono le parole del direttore generale della Fao, Jacques Diouf, che ha chiuso i lavori del vertice Fao sull'alimentazione che si è aperto lunedì scorso a Roma. «Se non ci sono i capi di Stato e di governo che possono coordinare gli sforzi, se non sono qui a discutere degli aiuti allo sviluppo e delle problematiche ad essi correlati, siamo andati fuori tema e ridotto la soluzione al solo livello tecnico», mentre la lotta alla fame «è un problema sociale economico e finanziario e oserei dire culturale». «Ma io ho fatto il mio mestiere: ho promosso questo vertice e trovato da solo i fondi per organizzarlo: e la grande partecipazione al summit dimostra che è riuscito».
E poi la provocazione: «Pensate al G8 dell'Aquila, che ha concordato di mettere a disposizione dai 20 ai 22 miliardi di dollari: per ora si tratta solo di parole e bisognerà vedere se questi fondi si materializzeranno».

«NE' OBIETTIVI, NE' SCADENZE» - Non solo. «Con mio rammarico, devo constatare che questa dichiarazione non contiene né gli obiettivi quantificati né scadenze precise che avrebbero permesso di meglio seguire la loro realizzazione». Però c'è da sperare «che questa volta ogni Paese adotti misure concrete e urgenti al fine di mettere in atto le azioni contenute nella dichiarazione approvata» lunedì scorso. Ha aggiunto: «Questi tre giorni sono stati per noi una tappa importante nella realizzazione del nostro obiettivo comune: un mondo libero dalla fame. Questo conferma che gli sforzi messi in campo per preparare questo vertice non sono stati vani». Ma «occorre rimanere con i piedi per terra: un vertice non può pretendere di risolvere il problema della fame, ma è uno spazio di dibattito per arrivare a una soluzione condivisa per vincere questa sfida».

«RAGGIUNTO IL MINIMO COMUNE DENOMINATORE» - «Abbiamo concordato elementi importanti, il minimo comune denominatore richiesto è stato raggiunto», continua Diouf. «Questo vertice - aggiunge - si proponeva innanzitutto di creare un quadro di dibattito per arrivare a soluzioni condivise di fronte a sfide di livello globale e poi di concordare qualcosa e qualcosa appunto si è concordato, nella fattispecie una dichiarazione finale approvata all'unanimità e così si giunge all'obiettivo di un minimo comune denominatore». «Difatti - osserva Diouf -, basta che uno dice no, che non si può raggiungere un livello più alto nel dibattito, vedi quanto sta accadendo a livello dei negoziati sul clima e quanto è accaduto per il negoziato Wto».

«RADDOPPIARE GLI SFORZI» - Diouf sottolinea anche «alcuni elementi importanti su cui concentrarsi»: «Il fermo impegno a raddoppiare gli sforzi per raggiungere gli Obiettivi del Millennio; l'impegno a rinforzare il coordinamento internazionale e la governance della sicurezza alimentare mettendo in atto una profonda riforma del Comitato per la Sicurezza alimentare (Csa); l'impegno a invertire la tendenza verso una diminuzione dei finanziamenti nazionali e internazionali; la decisione di promuovere nuovi investimenti per aumentare la produzione e la produttività agricola soprattutto nei Paesi in via di sviluppo».

AI GIORNALISTI - Il direttore generale ha poi espresso un «ringraziamento speciale» ai giornalisti che hanno seguito il vertice sulla sicurezza alimentare: «Voi siete nostri partner nella lotta contro la fame», ha detto sottolineando che «la capacità comunicativa nell'opinione pubblica è importante tanto quanto quello che facciamo noi, perché la nostra è una battaglia che per essere vinta deve avere il sostegno della gente». E concludendo ha annunciato: «Questo è il mio ultimo mandato, lo avevo detto dopo la mia ultima elezione e sono una persona che mantiene le promesse».

CRISI DELL'AFRICA ORIENTALE - I lavori si sono aperti con un'altra conferenza indetta da Fao e Pam (il programma mondiale per l'alimentazione) per fare un punto sulla crisi alimentare che sta mettendo in ginocchio l'economia di 31 Paesi africani concentrati nella regione orientale del continente.
Già qualche tempo fa la Fao aveva avvertito che in questi Stati i prezzi delle derrate alimentari sono ancora troppo alti e rischiano di affamare 20 milioni di persone, che la maggior parte delle quali a oggi sopravvive solamente grazie agli aiuti di emergenza della comunità internazionale.

18 novembre 2009

 

Mentre per l'Expo 2015:

la società di gestione ha accumulato una perdita pari a 4,9 milioni di euro

Expo, Stanca rinuncia al «bonus» «Passivo? Meno peggio del previsto»

L'ad non chiederà i 150 mila euro di premio per il raggiungimento degli obiettivi. Resta il rebus aree

MILANO - L'amministratore delegato di Expo 2015 spa, Lucio Stanca, ha rinunciato, di comune accordo con il Cda, a percepire per il 2009 la parte variabile del suo stipendio, quella legata al raggiungimento degli obiettivi. «Vista l'oggettiva difficoltà di fissare gli obiettivi del 2009 per l'amministratore delegato - ha affermato Lucio Stanca al termine della riunione del board -, in totale sintonia con tutti gli amministratori, per quest'anno l'amministratore non avrà la parte variabile del suo stipendio». In sostanza, Stanca rinuncia ai 150 mila euro di bonus, normalmente previsti a completamento dei 300 riconosciutigli come emolumento fisso. I suoi dieci più stretti collaboratori, invece, beneficeranno già da quest'anno del premio legato al raggiungimento degli obiettivi, ma proprio Stanca ha illustrato ai membri del board, che il livello retributivo dei top manager di expo 2015, come certificato dall'audit condotto dalla società Watson Wyatt, è inferiore del 15,3% rispetto alla media nazionale, e addirittura del 20,5% della media milanese.

IN PERDITA DI 4,9 MILIONI - L’altro tema sul tavolo del Cda di martedì è stato quello del budget. Nei primi dieci mesi dell’anno la società di gestione ha accumulato una perdita pari a 4,9 milioni di euro, lasciando prevedere, come ha sottolineato Stanca, una chiusura di anno «significativamente migliore rispetto agli 11,6 milioni stimati». Nessuna cifra precisa su come chiuderà il suo primo anno di vita Expo Spa. Il tutto è rimandato al bilancio di fine anno, mentre nella prossima riunione fissata per il 18 dicembre verrà analizzato il budget 2010, in modo che i soci azionisti possano preventivamente mettere a bilancio il finanziamento della società.

LE AREE - Non è invece stato affrontato il tema dell’acquisto delle aree per il sito espositivo sul quale, a quanto si apprende, non c’è ancora l’accordo del partito favorevole all’acquisto e quello per il comodato d’uso. L’unico riferimento a questo tema ha riguardato la trattativa con le Poste italiane, uno dei proprietari privati dell’area dove sorgerà il sito. «Stiamo cercando la soluzione che possa soddisfare le esigenze legittime delle Poste con le nostre - ha riferito Stanca - ho incontrato più volte Sarmi col quale ho un rapporto aperto e collaborativo. Ci sono tre-quattro ipotesi sul tavolo che prendono in considerazione i tempi, l’impatto economico e la salvaguardia della funzionalità del sito». Ma anche su questo fronte l’Ad non si è sbilanciato sulla soluzione finale.17 novembre 2009

(fonte: Il Corriere della sera)

postato da: bruno2008 alle ore 16:17 | link | commenti categorie: news, roma, alimentazione, fame, fao , universale, fame nel mondo, expo, expo2015, 2015
lunedì, 16 novembre 2009

VERTICE FAO A ROMA

Oggi è iniziato a Roma il vertice FAO. Oggi, nel Mondo, moriranno di fame 17.000 bambini: un bambino ogni cinque secondi...
postato da: bruno2008 alle ore 12:06 | link | commenti categorie:
venerdì, 13 novembre 2009

Expo 2015: Stanca, Da Barilla Molto Interesse Per Progetto

venerdì, 13 novembre 2009 - 18:28 CET

(ASCA) - Milano, 13 nov - Si fanno ogni giorno piu' concrete le ipotesi di collaborazione tra Expo 2015 spa e il colosso multinazionale dell'agroalimentare Barilla. ''Abbiamo gia' fatto 2 o 3 incontri anche a Parma'', ha assicurato Lucio Stanca. ''Abbiamo bisogno delle imprese campioni nei settori nazionali. E con Barilla abbiamo gia' individuato un percorso di lavoro'', ha aggiunto l'amministratore delegato della societa' di gestione dell'evento che ha indicato nell'educazione alimentare e nella scuola i settori di una possibile collaborazione tra Expo e Barilla. E anche la svizzera Nestle  ha bussato alla porta della societa' che organizzera' l'Expo manifestando il suo interesse per una possibile partnership: ''Dimostrazione - ha commentato Stanca - che c'e' molto intersse non solo da parte delle istituzioni, ma anche dal settore privato per cogliere le opportunita' di Expo''. Soddisfatta anche Letizia Moratti: ''Il settore privato - ha osservato il sindaco di Milano - si dice pronto a collaborare e indica azioni e nuovi strumenti per poter dare un contributo concreto al tema della sicurezza alimentare''. Per il primo cittadino milanese, e' il tema scelto per l'esposizione (''Nustrire il Pianeta, Energia per la Vita'') ad avvantaggiare implicitamente le imprese italiane del settore agroalimentare: ''In uno scenario in cui si aprono nuove opportunita', le nostre imprese possono avere piu' opportunita' di altre''. Il coinvolgimento delle multinazionali dell'agroalimentare nel progetto Expo rientra nell'ambito degli interventi previsti dal memorandum di intesa firmato ieri tra la societa' di gestione dell'evento e Fao.

mercoledì, 11 novembre 2009

 

FIRMATE LA PETIZIONE CONTRO LA FAME NEL MONDO

 

http://www.1billionhungry.org/

postato da: bruno2008 alle ore 19:03 | link | commenti categorie:

La proposta annunciata dal direttore Diouf, che ha presentato a Roma
il vertice mondiale sulla sicurezza alimentare. Unicef: 200 milioni di bambini a rischio

Fao: 44 miliardi l'anno contro la fame
"Un clic online per smuovere i potenti"

 

ROMA - Una petizione online contro la fame, ogni clic dimostrerà dissenso. E per combattere la denutrizione, servono più risorse all'agricoltura, investendo circa 44 miliardi di dollari all'anno, quel 17 per cento del totale degli Aiuti allo sviluppo (Oda) che negli anni Ottanta consentì all'India e ai Paesi dell'America Latina di risollevarsi dalla crisi alimentare con la 'rivoluzione verde'. Sono questi i progetti che il direttore generale della Fao Jaques Diouf ha annunciato durante la conferenza stampa di presentazione del vertice mondiale sulla sicurezza alimentare che si terrà a Roma dal 16 al 18 novembre. Alla prima giornata, lunedì mattina, parteciperà Papa Benedetto XVI.

"Sconfiggere la fame non è un'utopia, non è un sogno", ha sottolineato il direttore generale della Fao, "perché è già successo in passato. Ma pensare di sradicarla in questi tempi di crisi economica senza un rilancio concreto del settore agricolo e rurale è impensabile. Il sostegno ai piccoli agricoltori, che rappresentano 2 miliardi di persone, ovvero un terzo della popolazione mondiale è la chiave per uscire dalla fame. Sono i piccoli contadini il veicolo per eliminarla e scongiurare la tragica prospettiva di disperazione, morte e malattie che si profila qualora la nostra battaglia fallisse".

Sul sito
1billionhungry.org la petizione ''I agree (sono d'accordo)" è già online. E tutti, ha spiegato Diouf, ''potranno manifestare il proprio dissenso rispetto all'attuale situazione che vede oltre un miliardo di affamati nel mondo. Ogni clic servirà come spinta ai nostri capi di stato e di governo''.

L'appello di Medici senza Frontiere. Per dare un futuro ai 5 milioni di bambini che ogni anno rischiano di non superare i cinque anni perché malnutriti, i finanziamenti vanno moltiplicati almeno per 30, ma è necessario anche un netto cambio di passo nell'assegnazione e distribuzione del cibo. Secondo il rapporto 'Malnutrizione', gli stanziamenti dei paesi ricchi per combattere la malnutrizione sono rimasti invariati negli ultimi sette anni, e non superano i 350 milioni di dollari, mentre per la Banca Mondiale sarebbero necessari ogni anno almeno 12 miliardi e mezzo di dollari. "Non basta affrontare le emergenze - ha spiegato Daniel Berman, vicedirettore del programma di accesso ai farmaci per tutti di Msf -. Il G8 dell'Aquila e poi il G20 hanno stanziato 20 miliardi per la sicurezza alimentare. Ma se non vogliamo condannare a morte milioni di bambini non basta dare sostegno all'agricoltura, si deve investire anche sulla nutrizione".

Bambini, l'allarme dell'Unicef. "Nei paesi in via di sviluppo circa 200 milioni di bambini sotto i cinque anni soffre di ritardi nella crescita per denutrizione cronica infantile e materna. La denutrizione contribuisce a determinare più di un terzo del totale dei decessi dei bambini sotto i cinque anni", ha dichiarato il Presidente dell'Unicef Italia Vincenzo Spadafora, presentando alcuni dei dati contenuti nel nuovo rapporto. "La denutrizione sottrae le forze al bambino e lo rende vulnerabile alle malattie che il suo corpo altrimenti potrebbe debellare", ha affermato Ann M. Veneman, Direttore generale dell'Unicef. "Più di un terzo dei bambini che muoiono di polmonite, diarrea e altre malattie potrebbe sopravvivere se non fosse denutrito".

 

 

rapporto di medici senza frontiere

Malnutrizione, fondi invariati da 7 anni
«Troppi sprechi negli aiuti alimentari»

Oggi gli stanziamenti dei Paesi ricchi non superano i 350 milioni di dollari: servirebbero invece 12 miliardi e mezzo

MILANO - Finanziamenti invariati da sette anni e tanti sprechi. La denuncia arriva dall'organizzazione Medici senza Frontiere e riguarda un tema scottante, la malnutrizione. Una condanna per milioni di bambini (da 3,5 a 5) ogni anno, che rischiano invalidità permanenti o la morte. La malnutrizione inoltre indebolisce le difese e aumenta il rischio di polmonite, diarrea, malaria, morbillo e Aids.

36 PAESI PIÙ COLPITI - I finanziamenti andrebbero moltiplicati almeno per 30 e serve un netto cambio di passo nell'assegnazione e nella distribuzione del cibo. Solo così si potrà veramente dare loro un futuro. A una settimana dal vertice della Fao sulla sicurezza alimentare, dal 16 al 18 novembre a Roma, Msf ha presentato il rapporto «Malnutrizione, quanto è stato speso» (il pdf in italiano), basato sull'analisi dei flussi finanziari dal 2004 al 2007 paragonati al triennio precedente su dati Ocse, Commissione Europea, Gates Foundation e UnitAid. Se ne deduce che gli stanziamenti dei Paesi ricchi per combattere la malnutrizione sono rimasti invariati negli ultimi sette anni e non superano i 350 milioni di dollari. Secondo il calcolo della Banca Mondiale sarebbero invece necessari ogni anno almeno 12 miliardi e mezzo. I Paesi più gravemente colpiti sono 36, lì si concentra il 90% dei bambini con rachitismo: Afghanistan, Angola, Bangladesh, Burundi, Burkina Faso, Cambogia, Camerun, Repubblica Democratica del Congo, Costa d'Avorio, Egitto, Etiopia, Ghana, Guatemala, India, Indonesia, Iraq, Kenya, Madagascar, Malawi, Mali, Mozambico, Myanmar, Nepal, Niger, Nigeria, Pakistan, Perù, Filippine, Sudafrica, Sudan, Tanzania, Turchia, Uganda, Vietnam, Yemen, Zambia.

SPRECHI NEGLI AIUTI - Sebbene miliardi di dollari di assistenza internazionale siano classificati come «aiuti alimentari per lo sviluppo e sicurezza alimentare» o «aiuti alimentari d’emergenza», meno del 2% viene effettivamente speso in interventi destinati specificamente a ridurre la malnutrizione infantile. L'Italia in quattro anni ha dedicato a progetti specifici per la nutrizione 0,4 milioni di dollari, sostanzialmente in fondi destinati alle Ong. Inoltre, i fondi esistenti vengono sprecati attraverso pratiche inefficienti, come la politica del governo degli Stati Uniti che invia aiuti alimentari in natura, e che aumenta i costi di 600 milioni di dollari rispetto a una politica di acquisti di aiuti alimentari in loco. Molti dei buchi nei finanziamenti potrebbero essere riempiti semplicemente ricollocando i fondi esistenti a favore dei gruppi più vulnerabili, i bambini sotto i cinque anni, e verificando che le risorse esistenti siano realmente accessibili ai più poveri.

ALIMENTI INADEGUATI - «Questo rapporto documenta il fatto che gli interventi nutrizionali che si sono dimostrati in grado di ridurre il numero delle morti sono rimasti drammaticamente sotto-finanziati - ha dichiarato Stéphane Doyon, responsabile nutrizione di Msf e co-autore del rapporto -. L'assenza di sforzi mirati significa che i bambini più piccoli ricevono alimenti inadeguati che non contengono gli elementi nutrizionali fondamentali di cui hanno bisogno per non diventare malnutriti. Esistono opportunità per aumentare in parte i fondi destinati alla nutrizione semplicemente migliorando l’efficienza delle politiche esistenti dei governi donatori». Secondo gli autori del rapporto i governi possono migliorare gli aiuti introducendo alimenti più cari ma più adeguati da un punto di vista nutrizionale alle esigenze dei bambini più piccoli. «Il G8 dell'Aquila e il G20 - conclude Daniel Berman, vicedirettore del programma di accesso ai farmaci di Msf - hanno stanziato 20 miliardi per la sicurezza alimentare. Ma se non vogliamo condannare a morte milioni di bambini non basta dare sostegno all'agricoltura, si deve investire anche sulla nutrizione». Negli ultimi due anni, Msf ha curato circa 300mila bambini in 22 Paesi.

Vertice Fao, 44 miliardi contro la fame
Jaques Diouf lancia la petizione online

 

ROMA - Una petizione online contro la fame, ogni clic dimostrerà dissenso. Per combatterla, più risorse all'agricoltura, investendo circa 44 miliardi di dollari all'anno, quel 17 per cento del totale degli Aiuti allo sviluppo (Oda) che negli anni Ottanta consentì all'India e ai Paesi dell'America Latina di risollevarsi dalla crisi alimentare con la 'rivoluzione verde'. Questi i progetti del direttore generale ella Fao Jaques Diouf annunciati durante la conferenza stampa di presentazione del vertice mondiale sulla sicurezza alimentare che si terrà a Roma dal 16 al 18 novembre.

"Sconfiggere la fame non è un'utopia, non è un sogno", ha sottolineato Diouf in conferenza stampa, "perché è già successo in passato. Ma pensare di sradicarla in questi tempi di crisi economica senza un rilancio concreto del settore agricolo e rurale è impensabile. Il sostegno ai piccoli agricoltori, che rappresentano 2 miliardi di persone, ovvero un terzo della popolazione mondiale è la chiave per uscire dalla fame. Sono i piccoli contadini il veicolo per eliminarla e scongiurare la tragica prospettiva di disperazione, morte e malattie che si profila qualora la nostra battaglia fallisse".

 

postato da: bruno2008 alle ore 15:40 | link | commenti categorie: news, mondo, alimentazione, fame, fao , fame nel mondo
lunedì, 09 novembre 2009

Expo 2015: Nuovo Sito e Gruppo Di Lavoro Ad Hoc Per Strategie Sul Web

lunedì, 9 novembre 2009 - 16:21 CET

(ASCA-CORRIERE COM.) - Roma, 9 nov - Punta a una presenza strategica sulla rete Expo 2015 che oggi rilascia la nuova versione del sito web istituzionale, www.milanoexpo-2015.com. E annuncia la formazione di un gruppo di lavoro che studiera' una strategia di presenza su Internet, attenta e originale, che accompagnera' il percorso organizzativo fino all'evento del 2015 e anche dopo, con lo scopo di comunicare, coinvolgere, promuovere, gestire l'Esposizione universale del 2015 della cui societa' di gestione e' amministratore delegato Lucio Stanca. Si tratta della prima versione del sito istituzionale che prende il posto del sito di candidatura e rappresenta il primo passo nella nuova strategia di presenza della societa' sulla Rete attraverso una semplice, ma propria veste grafica, con le informazioni puntuali della societa' che organizza l'Expo. Alle informazioni istituzionali sul tema, sulle partecipazioni internazionali, sulla storia della candidatura, si aggiungono video e notizie sulle attivita' della societa', sul Comitato scientifico. Il sito comprende anche sezioni per coinvolgere candidati e fornitori (lavora con noi). Il sito aprira' nuove finestre, una di queste sul calendario delle iniziative quali convegni, dibattiti, momenti comuni in cui Expo e' presente con le sue persone e le sue tematiche. Inoltre sono previsti luoghi virtuali dove consegnare le proprie idee progettuali, i propri contributi, i propri suggerimenti. Verranno in seguito analizzati con estrema attenzione nuovi paradigmi di comunicazione, nuove tecnologie, con l'obiettivo di catturare l'attenzione del pubblico piu' vasto e garantire la massima trasparenza sulle operazioni. Un sito in continua evoluzione, ma anche un punto di riferimento che in un futuro assai prossimo potra' generare iniziative sulla Rete, raccogliere e coordinare idee ed opinioni, collaborare con comunita' e iniziative autonome.

postato da: bruno2008 alle ore 16:38 | link | commenti categorie: news, milano, lombardia, esposizione, universale, expo, expo2015, 2015
domenica, 08 novembre 2009

Expo, il governo sblocca i fondi
un miliardo per i nuovi metrò

di Alessia Gallione

Era una decisione attesa da mesi. Che anche all´ultimo momento, alla riunione preparatoria e decisiva di due giorni fa, ha rischiato di saltare per un duello tra Nord e Sud. Ma alla fine il Cipe - il Comitato interministeriale per la programmazione economica - ha sbloccato 5,8 miliardi di euro per la Pedemontana (4,166 miliardi) e le metropolitane 4 (789 milioni di euro) e 5 (910 milioni). In realtà i soldi stanziati dallo Stato sono meno: 930 per le seconde tratte del metrò e 1,2 miliardi (il 25%) per Pedemontana. Strade e stazioni legate a Expo. Che adesso, commentano le istituzioni locali, possono partire. Dal sindaco Letizia Moratti che dice: «È una giornata di festa per Milano». Al presidente della Provincia Guido Podestà: «Sono opere imprescindibili per l´Expo e per l´area metropolitana». Fino al presidente della Regione Roberto Formigoni che ricorda: «Ho dovuto lottare una volta di più perché all´ultimo istante c´è stata l´obiezione di qualche ministro, ma alla fine abbiamo portato a casa tutto quello che ci serviva». Per il Pd, però, le dichiarazioni del centrodestra sono «propaganda», per dirla con il segretario lombardo Maurizio Martina. E il capogruppo in consiglio comunale Pierfrancesco Majorino si chiede: «Bene i fondi del governo, ma dove sono quelli del Comune?».
I primi a festeggiare la decisione del Cipe sono stati i soci di Expo. Che ieri, con l´amministratore delegato della società di gestione Lucio Stanca, si sono riuniti per controllare le date di apertura dei cantieri che dovranno far muovere i visitatori del 2015. Durante il vertice è stato affrontato anche il lavoro necessario per un´altra scadenza: la registrazione di Milano al Bie, fissata per il 22 aprile del 2010, e ancora prima, il 24 novembre, l´assemblea generale del Bureau. Il tempo è poco: meno di sei mesi, 166 giorni, per presentare a Parigi il masterplan del sito. Ed è qui, attorno alle aree di Rho-Pero, che si sta giocando una partita fondamentale anche per i conti della società. Stanca preme per acquistare i terreni e sfruttare la possibilità immobiliare. Un´ipotesi che non dispiace a Roberto Formigoni. Adesso sarà l´amministratore delegato, che ha avuto il mandato di trovare la soluzione migliore, a dover presentare le diverse ipotesi. Acquisto compreso.

Sui fondi del Cipe, però, il centrosinistra fa i conti. Per Martina: «Per la Pedemontana lo stanziamento di risorse è quello individuato dal governo Prodi. Lo Stato, poi, metterà 1,2 miliardi, i restanti 3 saranno a carico dei cittadini. Rimangono aperti nodi rilevanti: il pagamento dei pedaggi e la realizzazione dei secondi lotti delle tangenziali». Il capogruppo del Pd in Provincia Matteo Mauri parla di una «recita modesta con una claque pronta a battere le mani. Un conto sono le spese che autorizza il Cipe e un altro i fondi che stanzierà il governo: per i secondi lotti delle metropolitane, a mala pena il 50%». Majorino, invece: «Rimangono ancora numerose ombre: non solo un rinvio a un tempo non meglio precisato per la M6, ma anche il fatto che il Comune, ad oggi, non ha i soldi per le metropolitane».

venerdì, 06 novembre 2009

Opere pubbliche infrastrutturali

La linea 4 avrà 21 stazioni su una linea lunga 15,2 chilometri

Pre-Cipe, via libera al pacchetto-Expo
«Sbloccati i fondi, partono i metrò»

Ok allo stanziamento dei finanziamenti per Tangenziale esterna, Pedemontana e linee 4 e 5 del metrò

MILANO - Una talpa sotto Linate: lo scavo della linea 4 del metrò partirà dall’aeroporto e, nella migliore delle ipotesi, i cantieri apriranno nella primavera 2010. Il secondo lotto della M5, invece, dovrebbe prendere forma già entro l’anno con espropri e opere preliminari. Il pre-Cipe di ieri ha approvato i due progetti e il Cipe di oggi dovrebbe confermare i fondi: il governo finanzia il pacchetto di opere Expo con 5,8 miliardi di euro (di cui 1,2 miliardi per i metrò). Nell’elenco figurano anche Pedemontana (via a gennaio), Tem, il collegamento Lecco-Bergamo e il metrò di Brescia.

Eliminata la M6, Milano avrà due nuove linee sotterranee entro il 2015. I cantieri del primo tratto M5, nove fermate da Garibaldi a Bignami, sono già in fase avanzata. Ieri, il pre-Cipe ha promosso anche il secondo troncone, dal cimitero Monumentale allo stadio di San Siro: 6,7 chilometri e 10 stazioni per un investimento di 657 milioni (il 40 per cento dei fondi dallo Stato, il resto dagli enti locali). La linea 4 avrà 21 stazioni su 15,2 chilometri di tracciato. La prima tratta, da San Cristoforo al Policlinico (13 fermate, 7 chilometri: 790 milioni) collegherà il sud-ovest al centro con 13 stazioni. Ieri, il pre-Cipe ha approvato la seconda tratta, 8 stazioni da San Babila a Linate, 7,7 chilometri interrati: sarà un metrò «leggero» senza conducente per 60 mila passeggeri l’ora.

Il costo del secondo lotto di M4 è di 910 milioni di euro e lo Stato dovrebbe coprire il 60 per cento dei costi, oltre 400 milioni che sarebbero stornati dal fu progetto M6 (che costava 870 milioni): sarà necessario un decreto ad hoc della presidenza del consiglio dei ministri per il cambio di destinazione d’uso. Non solo. La presidenza del consiglio dovrà firmare un secondo decreto per consentire al Comune di sforare il patto di stabilità: Palazzo Marino deve aprire un mutuo da circa 550 milioni per la prima tratta della M4. «Dopo una riunione difficile, si è trovata una soluzione. Abbiamo tenuto botta su tutto», commenta soddisfatto l’assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Cattaneo. Alla riunione di oggi arriveranno, «si spera, con­ferme e certezze». E i tempi? «Gli scavi archeologici per la M4 sono già stati completati, assegneremo insieme primo e secondo lotto. Nel primo semestre 2010 avvieremo i cantieri», assicura l’assessore comunale Edoardo Croci: «Quanto alla M5, daremo continuità alle opere in corso». Una talpa via l’altra. Ma si farà in tempo per l’Expo? «Dobbiamo farcela».

Armando Stella
06 novembre 2009